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JUVENTUS – Torino 1 a 1: LA PEPITA D’ORO DEL PIPITA

La Juventus arriva al derby della Mole con la consapevolezza di dover racimolare solo quattro punti nelle restanti quattro giornate di campionato per aggiudicarsi il sesto titolo italiano consecutivo. A soli tre giorni dalla vittoriosa trasferta nel Principato di Monaco, Allegri ruota i suoi uomini e sono in tanti a riposare in favore di chi ha giocato meno, da Neto a Benatia, da Asamoah a Sturaro e Rincon. Higuain è in panchina, punta centrale è Mandzukic e oggi è 4 4 1 1, con Dybala alle spalle del croato.

Quattordici minuti di equilibrio e, sul corner da sinistra, lo stacco di Benatia sembra quello giusto. La palla picchia all’incrocio e torna in campo, Bonucci ci arriva in corsa e spara un destro violento, Molinaro si oppone e salva in angolo. Un sinistro di Sturaro e l’esterno di Mandzukic sul traversone di Cuadrado (per il resto in serata negativa) sfilano alti, Hart in volo plastico dice di no a Lichtsteiner, la Juve fa la partita ma i granata sono tutt’altro che arrendevoli e Belotti gira in curva il traversone di Zappacosta.

Dybala quando parte fa ammattire gli avversari, Acquah lo stende e si becca il giallo. In chiusura di tempo, Bonucci ferma la ripartenza di Belotti, pochi secondi e lo scambio in velocità tra Dybala e Mandzukic regala al primo la chance più ghiotta. Il mancino della Joya è troppo centrale e Hart salva i suoi. Nel recupero, il destro a giro di Ljajic è pericoloso ma non basta per battere Neto e si va negli spogliatoi col risultato bloccato.

Aumenta il ritmo la Juve ad inizio ripresa, ma sul contropiede granata Asamoah la ferma col braccio in scivolata. Ljajic è perfetto sulla punizione, fredda Neto e il Toro è in vantaggio. La reazione della Juve è nel delizioso pallone tra le linee di Khedira. Mandzukic prova a superare Hart incrociando, ma la palla sfila fuori.

Dentro Higuain per Sturaro, passa un minuto e l’intervento di Acquah spazza palla e caviglia di Mandzukic, secondo giallo e rosso per il centrocampista granata tra mille proteste. Rincon non trova la porta di testa, Baselli impegna Neto dalla distanza e la partita resta aperta.

Ci prova la Juventus, a volte disordinata, altre precipitosa, ma ci prova. Ponte di Mandzukic, finta e tocco di Dybala che libera Khedira. La girata del tedesco è inguardabile. Pjanic per Rincon, la Juve non molla e Bonucci in scivolata non riesce a dar forza al traversone di Pjanic. L’ultima carta è Alex Sandro per Dybala, serve un’azione pulita, Rossettini anticipa Hart e per poco non lo beffa.

Non basta, ma ci siamo. E’ il minuto 91, Higuain fa tutto da solo e tra una miriade di maglie granata trova due centimetri per calciare dai diciotto metri. La rasoiata è all’angolino, beffa Hart e fa 1 a 1. Il derby finisce così, la serie infinita di 33 vittorie casalinghe consecutive è interrotta, ma il pareggio strappato in extremis vale un punto d’oro in un campionato che si avvia all’epilogo.

Atalanta – JUVENTUS 2 a 2: due punti persi, uno guadagnato

Incurante dell’imminente impegno europeo nel Principato di Monaco, Allegri propone la migliore Juventus nella difficile trasferta a Bergamo contro la rivelazione Atalanta di Gasperini. Pronti via e Gomez va via a sinistra seminando il panico, il suo traversone attraversa tutta l’area piccola e la Juve si salva. E’ solo un lampo, la Juve resta guardinga, l’Atalanta non si espone più di tanto e la partita non decolla.

La girata di Higuain non è irresistibile e siamo al minuto 26. Tre minuti e, con Chiellini a terra, Freuler è lanciato in porta, Buffon esce a valanga e sventa. La Juventus è tutte nelle due occasioni a cavallo del minuto 35. Cuadrado sfonda, Higuain gira largo, poi il colombiano impatta incrociando il cross da sinistra di Chiellini. Palla sul fondo. Dopo è solo Atalanta. Un cross di Kurtic non sfruttato, due minuti e Gomez è contrastato da Pjanic al momento della battuta, poi, a un soffio dal riposo, Chiellini è bravissimo a tagliare la strada a Kurtic al momento della battuta. La palla schizza sui piedi di Gomez, il quale la scodella sul palo lontano per la battuta di Conti da pochi metri. Buffon è battuto ed è 1 a 0.

Serve una violenta reazione nella ripresa per raddrizzare la partita. Gomez mette in guardia i bianconeri ripartendo a cento all’ora. Il suo taglio per Hateboer è troppo lungo e la Juventus resta in partita, pareggiandola nel giro di qualche minuto. Freuler falcia Dybala, Pjanic calcia la punizione da destra nel mucchio, Spinazzola non evita il pallone e lo infila alle spalle del suo portiere. 1 a 1. Palla al centro e la Juventus potrebbe colpire ancora, Dybala da sinistra, Higuain dall’altra parte sugli sviluppi del corner procurato dall’argentino, Berisha c’è sempre a dire di no.

L’Atalanta comincia ad accusare la stanchezza di cinquanta minuti giocati alla pari, se non meglio, dei torinesi e arretra il suo raggio d’azione. Solo Gomez ci prova dalla distanza, Buffon è piazzatissimo e smanaccia in angolo. Al minuto 57 Pjanic cerca Bonucci in piena area, Toloi lo anticipa con il braccio in maniera evidente ed è il rigore è nettissimo. Guida indica il dischetto, poi fa dietrofront su segnalazione del guardalinee con la bandierina alzata per l’offside di Mandzukic, inesistente proprio perché Bonucci quel pallone non l’ha nemmeno sfiorato. Inutile recriminare, si continua a giocare e la Juventus – che, intanto, alza il ritmo – ora è padrona del rettangolo verde.

Khedira ci prova in tutti i modi, Berisha risponde da campione sia sul destro a giro sia sulla zuccata da pochi metri del centrocampista. Dybala sguscia tra le maglie nerazzurre e Higuain ci prova al volo. Il portiere si salva non senza difficoltà. Fuori Cuadrado per Lichtsteiner, con lo svizzero che prende posizione al posto di Dani Alves, dirottato nella zona di campo fin qui occupata dal colombiano. Sembra la mossa vincente e dopo la punizione di Pjanic a un palmo dal sette, la Juventus passa. Il serbo alza la testa, vede il taglio del brasiliano e lo serve con un preciso traversone da sinistra a destra. Dani Alves, sottoporta, si divincola della marcatura e, in tuffo, beffa Berisha per l’1 a 2.

Manca poco al triplice fischio e l’Atalanta ha il gran merito di non mollare. Gomez va all’uno contro uno con Bonucci e mira l’angolo. Buffon si distende e ci arriva con la punta dei guantoni. Non basterà. A pochi attimi dal recupero, un rimpallo tra Pjanic e Lichtsteiner libera Freuler davanti al portierone. Il suo grande intervento non evita il rimpallo (sulla mano) del centrocampista, lesto a scaraventarla in rete da pochi passi prima dell’intervento dei difensori.

A Bergamo il finale è 2 a 2. Due, come i punti persi sul filo di lana. Due come i volti di una partita bellissima. Due come le squadre che l’hanno onorata senza risparmiarsi. Due come gli errori (uno gravissimo) commessi ai danni della Juventus che, come tradizione, li accetta pensando più a quelli commessi che a sbraitare inutilmente.

E, da oggi, la testa è tutta al Principato.

JUVENTUS – Genoa 4 a 0: E’ JUVE SPETTACOLO

L’esaltante qualificazione alla semifinale di Champions guadagnata ai danni del Barcellona, va accantonata in questo posticipo di campionato nel quale la Juventus ospita il Genoa. Riscattare la netta sconfitta dell’andata, mantenere il largo vantaggio in classifica sulla Roma, stampare il 33° successo consecutivo allo Stadium, i motivi ci sono tutti per affrontare la sfida con la giusta concentrazione e inseguire anche stasera i tre punti. Allegri mischia le carte nel settore difensivo, dando spazio a chi vede meno il campo.

Il Genoa parte bene e dopo tre minuti ha la sua chance. Bonucci scivola, Simeone ne approfitta e va al tiro, largo. E’ un fuoco di paglia, le operazioni le comanda la Juventus, vicina alla rete dopo pochi minuti con la testata di Higuain sulla punizione da sinistra di Dybala, con palla sui tabelloni. Dybala accende e spegne la luce a piacimento, si accentra e dai venticinque metri scocca il mancino a giro. Palla sul fondo.

Minuto 17. Il colpo sotto di Higuain è al servizio dell’incursione di Marchisio. Il centrocampista controlla male, la palla schizza sullo stinco di Munoz e la Juve passa in vantaggio. Palla al centro, passano meno di sessanta secondi e arriva il timbro di Dybala, bravissimo a destreggiarsi in piena area tra un nugolo di maglie genoane, chiedere l’1-2 a Khedira e esplodere un sinistro sul primo palo improvviso, secco e preciso che non lascia scampo a Lamanna.

Sembra in tranche la squadra torinese, pronta a pressare i grifoni, storditi, in ogni zona di campo. Ci prova Higuain dal limite, Lamanna c’è, poi al minuti 41, il capolavoro di Mandzukic, il quale difende all’altezza dell’area in linea con Bonucci, fa ripartire l’azione, si lancia in campo aperto a sinistra raccogliendo l’elegante invito di Dybala, crossa, raccoglie la respinta e infila l’angolo lontano con un piatto deciso imparabile per chiunque. 3 a 0.

Marchisio e Dybala potrebbero arrotondare prima del riposo, ma basta così. Una splendida Juventus va negli spogliatoi con il largo vantaggio conseguito nei primi 45 minuti di gioco.

Il poker ad inizio ripresa di Bonucci è annullato per una fantomatica spinta di Mandzukic su Burdisso mentre il difensore è aggrappato al croato. Restano schiacciati nella propria trequarti i liguri, la Juventus fa quel che vuole e dilaga. Il minuto è il 64. Bonucci prende palla e parte in progressione come se non ci fosse un domani. Un dribbling secco e, dai 23 metri, il difensore esplode una fiondata che si insacca alle spalle di un sorpreso Lamanna. Fantastico. La traversa di Marchisio, il palo di Higuain sulla ribattuta, quello scheggiato da Asamoah dopo sette minuti, il numero di Dybala e il suo sinistro sul fondo. A Torino è Juventus spettacolo. Si continua a volare.