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Crotone-JUVENTUS 0 a 2 La fuga della Capolista

Mentre mezza Italia, in piena crisi intestinale, parla ancora del nulla accaduto nel precedente turno di campionato, la Juventus recupera la 18a giornata recandosi a Crotone con l’intenzione di incrementare il vantaggio in classifica sulla Roma e sulle altre inseguitrici.

Il modulo è quello collaudato negli ultimi temi, gli uomini ruotano ed oggi tocca a Dani Alves, Rugani, Asamoah, Rincon e Pjaca dal primo minuto al posto di Lichtsteiner, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic e Cuadrado. Con i calabresi rintanati nella loro metà campo, non basta ai bianconeri il ritmo saporifero dell’avvio per impensierire Cordaz e il primo squillo arriva solo al minuto 19 con il destro sballato di Higuain dalla distanza. Il Pipita combina splendidamente con Dybala, il sinistro della Joya è preda del portiere in tuffo.

Troppo poco. Allegri scambia la posizione di Pjaca con quella dell’argentino, Dybala crossa basso e teso da destra, ma Higuain ciabatta a lato. Un minuto e Mesbah stende Dybala in piena area. Si continua senza isterismi o interismi e il tempo si chiude con la doppia chance per Pjaca e Dybala. Ferrari spazza sulla linea e si va al riposo sul nulla di fatto.

E’ rognosa la partita, passano i minuti della ripresa e si complica ancor di più. Serve cambiare marcia, il Crotone ora non cerca nemmeno le velleitarie ripartenze della prima frazione e si blinda nei propri venti metri. Ma la svolta è vicina. Asamoah stacca altissimo e frusta di testa il cross di Dani Alves da destra, il portiere ci arriva ma la palla resta lì. Ci arriva Mandzukic che da posizione defilata batte col sinistro e infila Cordaz per il vantaggio bianconero.

Il Crotone non cambia atteggiamento, continua a giocare come se il risultato fosse inchiodato sullo 0 a 0 e la Juve non trova alcun varco in più per colpire. Allegri fa riposare Khedira inserendo Pjanic, il bosniaco serve l’ottimo Rincon, il quale scova la giusta linea di rifinitura . Il Pipita scatta sul filo del fuorigioco, scarta secco il portiere e deposita la palla nella porta ormai sguarnita. Game over, il Crotone fa poco o nulla per riaprire la partita, Pjanic timbra la traversa con un destro al volo meraviglioso, Higuain spara in curva dalla stessa posizione.

Massimo risultato col minimo sforzo, finisce così senza roboanti 7 a 1 che valgono lo stesso tre punti e classifica dipinta sempre più di bianconero. Comanda la Juve con 57 punti, davanti alla Roma con 50 e al Napoli con 48.

JUVENTUS-Atalanta 3 a 2: bianconeri ai quarti di Coppa Italia

Turno di riposo per mezza squadra impegnata col Bologna in campionato, Neto ancora in porta, debutto dal primo minuto per il nuovo arrivato Rincon e via alla sfida all’Atalanta – turn over anche per lei – valida per l’ottavo di finale della coppa nazionale col 4 3 1 2, Pjanic trequartista e la coppia d’attacco Mandzukic e Dybala. Quindici minuti di buon calcio e di una gagliarda Atalanta e Caldara scivola sul cross di Lichtsteiner. Il palo salva i nerazzurri sulla panciata di Mandzukic da pochi metri. Tre minuti e la danza di Dybala è stroncata in piena area da Toloi con un tackle da killer. Si continua. Ma il gol è già maturo. Ed infatti, altri quattro giri di lancetta e Dybala la sblocca con un sinistro fantastico. La sponda di Mandzukic addolcisce lo spiovente da sinistra, l’argentino si coordina e dai venti metri esplode al volo un siluro imparabile per Berisha.

L’Atalanta è squadra arcigna, non si scoraggia e, quando può, prova a colpire in contropiede. Petagna sfrutta un errore e impegna Neto a terra. Non basta. Dybala dà spettacolo come nei giorni migliori, la ripartenza è stavolta dei bianconeri e la Joya scova la rifinitura giusta per Mandzukic allargatosi in area sulla sinistra. Il croato, tutto solo, prende la mira e ghiaccia il portiere col piattone sul palo lontano. Vuol chiudere ogni discorso qualificazione la Juventus, gli orobici si spengono sempre più e il missile terra-aria di Mandzukic sfiora l’incrocio, prima della ciabattata del croato sul fondo che dilapida l’ottimo suggerimento dell’ispirato Pjanic. Il primo tempo da applausi termina con un netto 2 a 0 in favore dei torinesi.

E’ padrona del campo anche alla ripresa la Juventus, poi gli ospiti alzano il baricentro, impedendo ai bianconeri di sviluppare la manovra.  Tutti in piedi a salutare Dybala che lascia il posto in campo a Pjaca  dopo l’ora di gioco, qualche attimo e Rincon scheggia la traversa con un gran tiro deviato dal portiere (ma l’arbitro non vede e non concede il corner). Ci prova comunque la squadra di Gasperini, la Juve abbassa il proprio baricentro e la difesa mura tutto. Tranne la sventola di Konko ad uscire che si insacca alle spalle dell’incolpevole Neto.

Riaperta una partita chiusa, tempo cento secondi e la Juve è già in piena area atalantina. Sulla palla vagante, D’Alessandro travolge Lichtsteiner ed è finalmente rigore. Pjanic è implacabile dal dischetto e firma il tris. Ci crede ancora l’Atalanta, l’errore di Neto in disimpegno è clamoroso e Konko ha la palla per accorciare ancora il risultato. La palla è sparata in curva e si respira. Passano  solo pochi secondi e, sul cross basso da destra, Lichtsteiner non chiude in diagonale sul giovane Latte Lath, il quale beffa Neto sul palo vicino. Il portiere bianconero salva su Petagna che ha sul mancino un’ottima occasione per pareggiare clamorosamente la partita, mentre cominciano a contarsi i minuti che mancano al triplice fischio perché l’Atalanta, di arrendersi, non ne ha proprio voglia. Una bella Juve per lunghi tratti, si addormenta staccando la spina, resiste agli ultimi assalti degli organizzati nerazzurri, li batte per la quattordicesima volta consecutiva e guadagna la qualificazione ai quarti di finale della Coppa Italia.  Alè.

di @robertosavino10

Juventus-Bologna 3 a 0

L’8 gennaio 2017, nel posticipo dell’ultima giornata di campionato, la Juventus è ancora capolista solitaria in classifica, benché la seconda e tutte le altre (tranne il Milan) abbiano giocato due partite in più. Buffon è indisponibile e gioca Neto, torna Barzagli, Lichtsteiner e Asamoah sono gli esterni e Dybala è nuovamente tra i titolari al fianco del connazionale Higuain. Con Pjanic alle loro spalle, per un 4 3 1 2 riproposto da Allegri dopo la deludente prova di Doha. E la Juve parte forte, sospinta da un Pjanic ispirato e lasciato troppo libero di inventare. Sette minuti e di gioco e il bosniaco, presa palla sulla trequarti, scucchiaia un gran pallone verso il centro dell’area. Higuain si coordina in corsa e gira al volo dall’altezza del dischetto un pallone che Mirante non trattiene per il vantaggio dei bianconeri. Lo stacco di Higuain sul traversone di Khedira da destra sfila sul fondo e il raddoppio sfuma. Il Bologna non resta a guardare e, sospinto dalla buona vena di Masina e Di Francesco, cerca di impensierire la retroguardia dei torinesi. L’attaccante va via tutto solo, rientra sul destro e impensierisce Neto dal limite dell’area. I bianconeri non sottovalutano l’avversario e quando questi ultimi hanno la palla, restano concentrati aspettando con giudizio il colpo giusto. Che arriva in chiusura di tempo. Sturaro entra in area ed è steso da Oikonomou.

Dybala spiazza Mirante dal dischetto e firma il bis. Solo nove della ripresa e Lichtsteiner triangola con Khedira e, giunto sul fondo, crossa morbido sul palo lontano. Higuain è spietato e tutto solo schiaccia di testa in rete la palla del 3 a 0.

La partita è in ghiaccio, Cuadrado rileva l’ottimo Pjanic e scappa via a destra, Khedira la accarezza per Dybala, sinistro alle stelle. La standing ovation saluta la prestazione di Higuain, sostituito da Mandzukic, quindi il debutto per El General Rincon al posto di un buon Khedira. Ma non cambia più nulla e il rotondo 3 a 0 rifilato ai felsinei regala il punto n. 45 di una classifica che parla sempre e solo bianconero.

di @robertosavino10