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Altro giro, altro trofeo! in attesa….

Riviviamo le emozioni bianconere allo Stadio Olimpico di Roma! Finale di Coppa Italia quasi a senso unico, la Juventus in 25 minuti mette in ghiaccio la partita e amministra tranquillamente nel secondo tempo. Si aggiudica il trofeo con il più classico dei risultati 2-0. Ecco le immagini.

JUVENTUS – Lazio 2 a 0: LA COPPA ITALIA E’ BIANCONERA

E arriva il momento decisivo della stagione, quello in cui si tirano le somme e non sono più ammessi errori. La Juventus che si gioca la Coppa Italia contro la sorprendente Lazio, per 9/11 è quella che ha violato Monaco, con Neto in porta per Buffon e Rincon per lo squalificato Pjanic. Simone Inzaghi recupera in extremis Parolo e contrasta i bianconeri proponendo un 3 5 2 con Kheita e Immobile di punta.

Solo tre giri di lancetta e Chiellini si inserisce dalle retrovie per la botta, centrale. Altri tre e Keita fa ammattire la difesa bianconera in ripartenza, destro da posizione defilata e palo pieno. La Juventus fa subito capire che è stata un’azione casuale. La stoccata di Higuain dalla distanza è terrificante, Strakosha ci arriva. Il minuto 12 è quello della prima svolta. Alex Sandro scende a sinistra e crossa lungo, Dani Alves si divincola della marcatura di Lulic e al volo schiaccia il pallone che, impennandosi, beffa il portiere sul palo lontano. La Juventus è in vantaggio, la Lazio va in confusione e il bis non arriva per un soffio.

Dybala ci prova due volte col mancino, il portiere c’è. Nell’ultimo tentativo la palla è ribattuta sui piedi di Dani Alves, gelido nell’alzare lo sguardo e servire Higuain a centro area. Strakosha è prodigioso e la difesa spazza. Parolo non ce la fa e lascia il campo a Radu. E la Juventus colpisce ancora. Dybala guadagna l’angolo dopo il lancio di quaranta metri di Dani Alves. Sugli sviluppi del corner battuto dall’argentino, Alex Sandro spizza la sfera spalle alla porta, liberando Bonucci tutto solo a pochi metri dalla porta. La deviazione di sinistro del difensore è perfetta e la Juventus raddoppia.

Ci mette un po’ la Lazio per riprendersi dalla botta, i bianconeri ora restano guardinghi e difendono col coltello tra i denti il doppio vantaggio. Immobile stende Rincon e, col centrocampista a terra, sfiora l’incrocio con una testata in tuffo. Chiello sventa un’iniziativa di Radu, Dani Alves blocca la giocata solitaria di Lulic, Barzagli taglia la strada a Immobile bruciando la ripartenza biancoceleste. Tutto perfetto e sulla testata di Milinkovic Savic, centrale, si chiude la prima frazione.

Sette minuti di predominio bianconero nella ripresa e Inzaghi gioca la carta Felipe Andreson passando al 4 2 3 1. La saetta del brasiliano è smanacciata da Neto, bravissimo poi a deviare d’istinto la testata/pugno di Immobile da pochi passi. Ora la Lazio le prova tutte. La velocità di Anderson mette in apprensione la retroguardia, Basta spinge a destra e ci prova da limite senza inquadrare la porta. La Juventus stringe i denti restando sorniona e cercando sporadiche azioni di rimessa.

Su una di queste, Dani Alves fa tunnel a Biglia e serve Higuain, botta deviata. Il servizio di Higuain attraversa tutta l’area piccola, i siluri di Luis Alberto e Immobile sono troppo centrali, mentre quello di Keita vola alto. Lemina per Dybala e Allegri rinforza la mediana passando al 4 5 1, la Juventus resta concentrata e sventa ogni pericolo. Bonucci è bravo a chiudere su Anderson, Chiellini sbarra la strada a Immobile, la Lazio è indomita e ci prova fino all’ultimo. E’ il minuto 87 quando Dani Alves (impressionante prova la sua) lancia in porta Higuain. Il portiere si oppone ancora al Pipita e si continua. Mandzukic lotta col coltello tra i denti fino al minuto 94, quando arriva il triplice fischio che avvia la festa. La Juventus conquista la sua dodicesima Coppa nazionale, terza consecutiva, alzata al cielo da un Chiellini felicissimo. Un altro record è raggiunto e ora testa agli altri obiettivi stagionali. Alè.

JUVENTUS-Atalanta 3 a 2: bianconeri ai quarti di Coppa Italia

Turno di riposo per mezza squadra impegnata col Bologna in campionato, Neto ancora in porta, debutto dal primo minuto per il nuovo arrivato Rincon e via alla sfida all’Atalanta – turn over anche per lei – valida per l’ottavo di finale della coppa nazionale col 4 3 1 2, Pjanic trequartista e la coppia d’attacco Mandzukic e Dybala. Quindici minuti di buon calcio e di una gagliarda Atalanta e Caldara scivola sul cross di Lichtsteiner. Il palo salva i nerazzurri sulla panciata di Mandzukic da pochi metri. Tre minuti e la danza di Dybala è stroncata in piena area da Toloi con un tackle da killer. Si continua. Ma il gol è già maturo. Ed infatti, altri quattro giri di lancetta e Dybala la sblocca con un sinistro fantastico. La sponda di Mandzukic addolcisce lo spiovente da sinistra, l’argentino si coordina e dai venti metri esplode al volo un siluro imparabile per Berisha.

L’Atalanta è squadra arcigna, non si scoraggia e, quando può, prova a colpire in contropiede. Petagna sfrutta un errore e impegna Neto a terra. Non basta. Dybala dà spettacolo come nei giorni migliori, la ripartenza è stavolta dei bianconeri e la Joya scova la rifinitura giusta per Mandzukic allargatosi in area sulla sinistra. Il croato, tutto solo, prende la mira e ghiaccia il portiere col piattone sul palo lontano. Vuol chiudere ogni discorso qualificazione la Juventus, gli orobici si spengono sempre più e il missile terra-aria di Mandzukic sfiora l’incrocio, prima della ciabattata del croato sul fondo che dilapida l’ottimo suggerimento dell’ispirato Pjanic. Il primo tempo da applausi termina con un netto 2 a 0 in favore dei torinesi.

E’ padrona del campo anche alla ripresa la Juventus, poi gli ospiti alzano il baricentro, impedendo ai bianconeri di sviluppare la manovra.  Tutti in piedi a salutare Dybala che lascia il posto in campo a Pjaca  dopo l’ora di gioco, qualche attimo e Rincon scheggia la traversa con un gran tiro deviato dal portiere (ma l’arbitro non vede e non concede il corner). Ci prova comunque la squadra di Gasperini, la Juve abbassa il proprio baricentro e la difesa mura tutto. Tranne la sventola di Konko ad uscire che si insacca alle spalle dell’incolpevole Neto.

Riaperta una partita chiusa, tempo cento secondi e la Juve è già in piena area atalantina. Sulla palla vagante, D’Alessandro travolge Lichtsteiner ed è finalmente rigore. Pjanic è implacabile dal dischetto e firma il tris. Ci crede ancora l’Atalanta, l’errore di Neto in disimpegno è clamoroso e Konko ha la palla per accorciare ancora il risultato. La palla è sparata in curva e si respira. Passano  solo pochi secondi e, sul cross basso da destra, Lichtsteiner non chiude in diagonale sul giovane Latte Lath, il quale beffa Neto sul palo vicino. Il portiere bianconero salva su Petagna che ha sul mancino un’ottima occasione per pareggiare clamorosamente la partita, mentre cominciano a contarsi i minuti che mancano al triplice fischio perché l’Atalanta, di arrendersi, non ne ha proprio voglia. Una bella Juve per lunghi tratti, si addormenta staccando la spina, resiste agli ultimi assalti degli organizzati nerazzurri, li batte per la quattordicesima volta consecutiva e guadagna la qualificazione ai quarti di finale della Coppa Italia.  Alè.

di @robertosavino10