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JUVENTUS – Lazio 2 a 0: LA COPPA ITALIA E’ BIANCONERA

E arriva il momento decisivo della stagione, quello in cui si tirano le somme e non sono più ammessi errori. La Juventus che si gioca la Coppa Italia contro la sorprendente Lazio, per 9/11 è quella che ha violato Monaco, con Neto in porta per Buffon e Rincon per lo squalificato Pjanic. Simone Inzaghi recupera in extremis Parolo e contrasta i bianconeri proponendo un 3 5 2 con Kheita e Immobile di punta.

Solo tre giri di lancetta e Chiellini si inserisce dalle retrovie per la botta, centrale. Altri tre e Keita fa ammattire la difesa bianconera in ripartenza, destro da posizione defilata e palo pieno. La Juventus fa subito capire che è stata un’azione casuale. La stoccata di Higuain dalla distanza è terrificante, Strakosha ci arriva. Il minuto 12 è quello della prima svolta. Alex Sandro scende a sinistra e crossa lungo, Dani Alves si divincola della marcatura di Lulic e al volo schiaccia il pallone che, impennandosi, beffa il portiere sul palo lontano. La Juventus è in vantaggio, la Lazio va in confusione e il bis non arriva per un soffio.

Dybala ci prova due volte col mancino, il portiere c’è. Nell’ultimo tentativo la palla è ribattuta sui piedi di Dani Alves, gelido nell’alzare lo sguardo e servire Higuain a centro area. Strakosha è prodigioso e la difesa spazza. Parolo non ce la fa e lascia il campo a Radu. E la Juventus colpisce ancora. Dybala guadagna l’angolo dopo il lancio di quaranta metri di Dani Alves. Sugli sviluppi del corner battuto dall’argentino, Alex Sandro spizza la sfera spalle alla porta, liberando Bonucci tutto solo a pochi metri dalla porta. La deviazione di sinistro del difensore è perfetta e la Juventus raddoppia.

Ci mette un po’ la Lazio per riprendersi dalla botta, i bianconeri ora restano guardinghi e difendono col coltello tra i denti il doppio vantaggio. Immobile stende Rincon e, col centrocampista a terra, sfiora l’incrocio con una testata in tuffo. Chiello sventa un’iniziativa di Radu, Dani Alves blocca la giocata solitaria di Lulic, Barzagli taglia la strada a Immobile bruciando la ripartenza biancoceleste. Tutto perfetto e sulla testata di Milinkovic Savic, centrale, si chiude la prima frazione.

Sette minuti di predominio bianconero nella ripresa e Inzaghi gioca la carta Felipe Andreson passando al 4 2 3 1. La saetta del brasiliano è smanacciata da Neto, bravissimo poi a deviare d’istinto la testata/pugno di Immobile da pochi passi. Ora la Lazio le prova tutte. La velocità di Anderson mette in apprensione la retroguardia, Basta spinge a destra e ci prova da limite senza inquadrare la porta. La Juventus stringe i denti restando sorniona e cercando sporadiche azioni di rimessa.

Su una di queste, Dani Alves fa tunnel a Biglia e serve Higuain, botta deviata. Il servizio di Higuain attraversa tutta l’area piccola, i siluri di Luis Alberto e Immobile sono troppo centrali, mentre quello di Keita vola alto. Lemina per Dybala e Allegri rinforza la mediana passando al 4 5 1, la Juventus resta concentrata e sventa ogni pericolo. Bonucci è bravo a chiudere su Anderson, Chiellini sbarra la strada a Immobile, la Lazio è indomita e ci prova fino all’ultimo. E’ il minuto 87 quando Dani Alves (impressionante prova la sua) lancia in porta Higuain. Il portiere si oppone ancora al Pipita e si continua. Mandzukic lotta col coltello tra i denti fino al minuto 94, quando arriva il triplice fischio che avvia la festa. La Juventus conquista la sua dodicesima Coppa nazionale, terza consecutiva, alzata al cielo da un Chiellini felicissimo. Un altro record è raggiunto e ora testa agli altri obiettivi stagionali. Alè.

Atalanta – JUVENTUS 2 a 2: due punti persi, uno guadagnato

Incurante dell’imminente impegno europeo nel Principato di Monaco, Allegri propone la migliore Juventus nella difficile trasferta a Bergamo contro la rivelazione Atalanta di Gasperini. Pronti via e Gomez va via a sinistra seminando il panico, il suo traversone attraversa tutta l’area piccola e la Juve si salva. E’ solo un lampo, la Juve resta guardinga, l’Atalanta non si espone più di tanto e la partita non decolla.

La girata di Higuain non è irresistibile e siamo al minuto 26. Tre minuti e, con Chiellini a terra, Freuler è lanciato in porta, Buffon esce a valanga e sventa. La Juventus è tutte nelle due occasioni a cavallo del minuto 35. Cuadrado sfonda, Higuain gira largo, poi il colombiano impatta incrociando il cross da sinistra di Chiellini. Palla sul fondo. Dopo è solo Atalanta. Un cross di Kurtic non sfruttato, due minuti e Gomez è contrastato da Pjanic al momento della battuta, poi, a un soffio dal riposo, Chiellini è bravissimo a tagliare la strada a Kurtic al momento della battuta. La palla schizza sui piedi di Gomez, il quale la scodella sul palo lontano per la battuta di Conti da pochi metri. Buffon è battuto ed è 1 a 0.

Serve una violenta reazione nella ripresa per raddrizzare la partita. Gomez mette in guardia i bianconeri ripartendo a cento all’ora. Il suo taglio per Hateboer è troppo lungo e la Juventus resta in partita, pareggiandola nel giro di qualche minuto. Freuler falcia Dybala, Pjanic calcia la punizione da destra nel mucchio, Spinazzola non evita il pallone e lo infila alle spalle del suo portiere. 1 a 1. Palla al centro e la Juventus potrebbe colpire ancora, Dybala da sinistra, Higuain dall’altra parte sugli sviluppi del corner procurato dall’argentino, Berisha c’è sempre a dire di no.

L’Atalanta comincia ad accusare la stanchezza di cinquanta minuti giocati alla pari, se non meglio, dei torinesi e arretra il suo raggio d’azione. Solo Gomez ci prova dalla distanza, Buffon è piazzatissimo e smanaccia in angolo. Al minuto 57 Pjanic cerca Bonucci in piena area, Toloi lo anticipa con il braccio in maniera evidente ed è il rigore è nettissimo. Guida indica il dischetto, poi fa dietrofront su segnalazione del guardalinee con la bandierina alzata per l’offside di Mandzukic, inesistente proprio perché Bonucci quel pallone non l’ha nemmeno sfiorato. Inutile recriminare, si continua a giocare e la Juventus – che, intanto, alza il ritmo – ora è padrona del rettangolo verde.

Khedira ci prova in tutti i modi, Berisha risponde da campione sia sul destro a giro sia sulla zuccata da pochi metri del centrocampista. Dybala sguscia tra le maglie nerazzurre e Higuain ci prova al volo. Il portiere si salva non senza difficoltà. Fuori Cuadrado per Lichtsteiner, con lo svizzero che prende posizione al posto di Dani Alves, dirottato nella zona di campo fin qui occupata dal colombiano. Sembra la mossa vincente e dopo la punizione di Pjanic a un palmo dal sette, la Juventus passa. Il serbo alza la testa, vede il taglio del brasiliano e lo serve con un preciso traversone da sinistra a destra. Dani Alves, sottoporta, si divincola della marcatura e, in tuffo, beffa Berisha per l’1 a 2.

Manca poco al triplice fischio e l’Atalanta ha il gran merito di non mollare. Gomez va all’uno contro uno con Bonucci e mira l’angolo. Buffon si distende e ci arriva con la punta dei guantoni. Non basterà. A pochi attimi dal recupero, un rimpallo tra Pjanic e Lichtsteiner libera Freuler davanti al portierone. Il suo grande intervento non evita il rimpallo (sulla mano) del centrocampista, lesto a scaraventarla in rete da pochi passi prima dell’intervento dei difensori.

A Bergamo il finale è 2 a 2. Due, come i punti persi sul filo di lana. Due come i volti di una partita bellissima. Due come le squadre che l’hanno onorata senza risparmiarsi. Due come gli errori (uno gravissimo) commessi ai danni della Juventus che, come tradizione, li accetta pensando più a quelli commessi che a sbraitare inutilmente.

E, da oggi, la testa è tutta al Principato.